sono le vostre storie a raccontarci
Crediamo che le parole dei nostri pazienti valgano più delle nostre. Per questo abbiamo raccolto qui le loro esperienze, raccontate in prima persona: bambini, ragazzi e adulti che hanno affrontato paure e problemi reali, trovando ascolto e soluzioni su misura.
Sono storie che ci hanno chiesto di condividere solo perché, nel tempo, si è costruita una fiducia vera, mai forzata. Le pubblichiamo perché chiunque possa riconoscersi in un’emozione, in un dubbio, in una diagnosi — e capire che anche il proprio problema, qualunque esso sia, ha una strada per essere risolto. Con calma, competenza e la persona sempre al centro.
Marco
15 anni
Roberto
55 anni
Avevo le gengive che sanguinavano spesso e pensavo fosse normale con l’età. Alla visita, Francesca ha misurato la profondità delle tasche gengivali e mi ha diagnosticato una parodontite moderata, con una perdita ossea iniziale intorno ad alcuni denti. Mi ha mostrato le radiografie spiegandomi come il batterio della placca, se non trattato, potesse compromettere la tenuta dei denti nel tempo. Abbiamo pianificato insieme un percorso di levigatura radicolare in più sedute, distribuite per non pesare troppo sui miei impegni di lavoro, e mi ha insegnato una routine di igiene domiciliare su misura per la mia situazione. Oggi le mie gengive sono sane e i controlli semestrali sono diventati un’abitudine tranquilla, non più un pensiero. Con Francesca ho imparato che prevenire costa molto meno, in salute e serenità, che curare dopo.
Sofia
10 anni
Avevo il morso incrociato e dovevo mettere un espansore palatale rapido, un apparecchio fisso attaccato al palato che si allarga un po’ ogni giorno con una chiavetta. Avevo tanta paura che i miei compagni mi prendessero in giro. La dottoressa Francesca ha parlato con me e i miei genitori insieme, mostrandoci un modello in bocca finta di come funziona l’espansione e perché serve proprio ora, mentre le ossa del palato sono ancora “morbide” e facili da modellare. Abbiamo deciso tutti insieme quando iniziare, scegliendo un periodo tranquillo a scuola. Ora lo porto con orgoglio: so che mi sta aiutando a respirare e masticare meglio, e i miei amici non hanno fatto nessun commento strano!
Ada
70 anni
Avevo perso due denti nella zona posteriore e masticare era diventato difficile, oltre a vergognarmene un po’ quando sorridevo. Francesca mi ha proposto due impianti dentale, ma prima ha valutato con attenzione la densità della mia mandibola attraverso una TAC, perché con l’età l’osso può assottigliarsi. Ha coinvolto anche mio figlio nella decisione, spiegandoci insieme rischi, tempi di osteointegrazione e alternative come una protesi parziale, senza fretta di farmi scegliere. Abbiamo optato per l’impianto, con un piccolo intervento di rigenerazione ossea preventiva. Mi ha rassicurata passo dopo passo, anche nei momenti di ansia prima dell’intervento, restando sempre disponibile a rispondere alle mie domande, anche quelle che mi sembravano sciocche. Oggi mastico senza pensieri e il sorriso mi è tornato naturale. Alla mia età non è scontato sentirsi capiti così: con Francesca mi sono sempre sentita una persona, non un caso clinico.
Chiara
33 anni
Da mesi mi svegliavo con un dolore alla mandibola e mal di testa ricorrenti: un altro dentista mi aveva prescritto solo un antidolorifico, ma il problema tornava sempre. Francesca ha indagato più a fondo e ha diagnosticato un bruxismo notturno, un digrignamento involontario dei denti legato allo stress, con conseguente sindrome dell’articolazione temporo-mandibolare. Mi ha spiegato con chiarezza cosa stava succedendo, mostrandomi l’usura sui miei denti attraverso le foto intraorali. Insieme abbiamo scelto un bite di svincolo su misura, da indossare di notte, valutando anche il mio ritmo di vita per trovare la soluzione più sostenibile per me. Mi ha seguita nei controlli successivi per adattare l’apparecchio finché non ha funzionato davvero. Da quando lo uso, i dolori sono spariti e dormo meglio. La ringrazio molto non solo perché non mi sono svegliata più con quella maledetta cefalea ma perché mi sono sentita finalmente ascoltata.